Razzismo: Apple rimuove i giochi che mostrano la Bandiera Confederata

bandiera sudistaQuando si parla di politica è più che chiaro quale sia la posizione, soprattutto negli Stati Uniti, di Apple. Si tratta di un’azienda che non ha mai avuto paura di schierarsi per gli ideali che riteneva incarnassero parte del suo spirito aziendale.

Ultima, in ordine temporale, la decisione di rimuovere dall’AppStore tutte le App e i giochi che riportassero a diverso titolo, la bandiera sudista, una bandiera con una storia decisamente particolare negli Stati Uniti (dove è nata) e che è tornata alla ribalta a causa dell’ultima inspiegabile violenza che ha colpito il paese dove appunto è basata Apple.

Salvi solo i giochi e i titoli a sfondo storico

Le uniche App che sono riuscite a salvarsi dal repulisti assoluto e totale che Apple ha fatto sono quei giochi e quelle App di interesse storico, o meglio, quelle App che mostrano la bandiera sudista non a scopo apologetico, ma piuttosto per riportare fatti storici, oppure in giochi che sono ambientati ai tempi della guerra civile americana.

Il resto delle App, quelle anche appena in odore di apologia, sono state rimosse senza preavviso, con gli sviluppatori che sono stati invitati a rimuovere ogni riferimento ad una bandiera sì storica, ma comunque ormai collegata quasi univocamente a gruppi di ideologia razzista e segregazionista.

La morsa di Apple contro l’intolleranza

Si tratta di un gesto piuttosto univoco da parte di Apple, che ha intenzione di proporre ai suoi clienti e comunque al mondo un AppStore sempre più controllato, dove non c’è assolutamente spazio per contenuti minimamente contestabili: al niente pornografia di Steve Jobs, si sono aggiunti ora altri niet di Tim Cook, personaggio che oltre ad essere alla guida di Apple ha sempre fatto di tutto per sottolineare come l’azienda ci tenga ad essere propositiva in tema di diritti civili e di lotta all’intolleranza.

Una lotta che passa anche da un ruolo assolutamente attivo quando si parla di selezionare quello che finirà nei negozi, virtuali e non, dell’azienda.

Un’ulteriore stretta a testimoniare che quello di Apple è un giardino con le sbarre alle finestre, dentro il quale non c’è assolutamente spazio per contenuti anche lontanamente controversi.

La bandiera sudista: prima di una lunga serie?

Potrebbero dunque sparire a breve, almeno stando a quello che riportano i beninformati, anche simboli politici che potrebbero essere ricondotti, anche lontanamente, a realtà ideologiche controverse e contro i diritti civili. Potrebbe essere il caso delle tante App che rappresentano discorsi e foto di Mussolini, o che inneggiano al fascismo. Staremo a vedere, per il momento, almeno in Italia, tutto tace.

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