Privacy Apple: l’Europa sul piede di guerra

apple europa guerraLa querelle tra Apple e FBI non poteva che avere risvolti anche in Europa, area legislativa tendenzialmente molto attenta alla privacy dei cittadini, che però non sembra voler mandare giù la resistenza del produttore statunitense di computer e telefoni a collaborare con le autorità.

Si tratta anche in questo caso di una situazione legislativamente complessa, dove a scontrarsi, ancora una volta, sono le necessità degli inquirenti e i diritti di privacy dei cittadini che utilizzano prodotti made in Cupertino.

Sulla questione è appena intervenuto, anche se non in misura definitiva, il Parlamento francese, dove è stata avanzata una proposta alquanto singolare, che analizzeremo tra pochissimo.

Un milione di euro di multa ogni volta che Apple non collabora

La misura della multa è di quelle piuttosto pesanti: un parlamentare francese ha infatti avanzato una proposta di legge che infliggerebbe, ad Apple e agli altri produttori di dispositivi protetti da crittografia, una multa di un milione di euro per ogni circostanza durante la quale le aziende dovessero rifiutarsi di collaborare con le autorità.

Una questione importante, per carità, ma che ignora la struttura propria di iOS e OSX, e che ignora il fatto che rendere possibile da parte delle autorità, magari con una backdoor, l’accesso a tutti i dispositivi a piacimento, creerebbe un precedente molto pericoloso sia sotto il profilo della privacy degli utenti, sia sotto il profilo della sicurezza. 

Apple contro gli hacker

Il problema principale di Apple, come già affermato pubblicamente più volte da Tim Cook e dai suoi dirigenti, è quello della backdoor. L’esistenza stessa di un sistema del genere, ovvero un bug controllato che garantisca l’accesso ai dispositivi, renderebbe vana ogni misura per la sicurezza dei dati.

Nulla infatti può garantire che la misura non sia scoperta degli hacker e dunque utilizzata per scopi che esulano dalle indagini degli inquirenti. È questo il motivo principale delle resistenze di Apple e non la scarsa voglia di collaborare.

Motivi che però, ormai anche in Europa, sembrano interessare sempre meno le autorità statali, con quella francese che potrebbe approvare la proposta di legge e cominciare a multare Apple per somme stratosferiche, proprio perché l’azienda preferisce tutelare la sicurezza dei dati degli utenti a scapito delle indagini.

Comunque vada a finire, si respira una brutta aria per chi non è un criminale e vuole tenere i suoi dati al sicuro. La domanda che tutti si pongono è: cosa ne sarà di sistemi che basano il loro funzionamento proprio sulla sicurezza intrinseca dei dispositivi, come l’internet banking? Riusciremo ancora a utilizzare tali servizi, o la nostra sicurezza e privacy saranno sacrificate sull’altare della necessità pervasiva statale di condurre indagini sempre e comunque?

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