Apple Music pagherà gli artisti anche nei 3 Mesi di Prova

apple musica pagamentoApple Music non è ancora nato che già sono moltissime le polemiche, soprattutto tra artisti indipendenti e Cupertino, per questioni, neanche a dirlo, di vil denaro.

Secondo i progetti di Apple infatti, il suo nuovo servizio avrebbe dovuto essere in prova gratuita per 3 mesi, successivamente ai quali sarebbe dovuta partire la sottoscrizione obbligatoria da parte degli utenti.

Tre mesi fondamentali più per i musicisti che per Apple, dato che questi, almeno stando al progetto di Apple, non sarebbero dovuti essere pagati per questo periodo di prova.

A guidare la rivolta però ci ha pensato Taylor Swift, che ha deciso di tirarsi fuori dal servizio Music e che ha fatto partire lunghe negoziazioni che hanno visto, evento più unico che raro da quelle parti, soccombere Apple.

Apple pagherà anche per i tre mesi di prova

Dopo la lettera aperta di Taylor Swift, Apple ha deciso di accettare le richieste (che in realtà erano state mosse anche da tante realtà indipendenti) garantendo che anche i 3 mesi di prova per gli utenti saranno retribuiti.

L’ha spuntata dunque Taylor Swift, che più che al suo interesse ha badato anche a quello di tantissimi artisti indipendenti che, con ogni probabilità, non si sarebbero potuti permettere affatto 3 mesi di “lavoro gratis”.

Il messaggio distensivo di Eddy Cue

La distensione tra le parti è arrivata tramite un tweet di Eddy Cue, uno dei factotum di Apple, che ha confermato: “Vi ascoltiamo, Taylor Swift e artisti indipendenti, con amore, Apple”. Un messaggio che faceva presagire la svolta positiva che poi puntualmente si è verificata, con la maretta che si è calmata e il caso diplomatico che è finalmente rientrato.

Gli artisti verranno dunque pagati, come confermato da Eddy Cue in un altro Tweet, garantendo che Apple Music pagherà per lo streaming anche durante il periodo di prova gratuito degli utenti.

Tanti soldi alle case discografiche

Apple verserà alle case discografiche la percentuale più alta del mercato, riversando a queste fino al 73%, con il 70% di Spotify e degli altri servizi analoghi sul mercato. Si tratta di un incentivo ulteriore che potrebbe permettere ad Apple di recuperare il terreno perduto nei confronti di una concorrenza che è già presente sul mercato da diversi anni.

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