Anche le Nazioni Unite dalla parte di Apple contro l’FBI

FBI APPLELa querelle tra FBI e Apple esce dal circuito giudiziario americano e dalle riviste tecniche per giungere, addirittura, sul tavolo delle Nazioni Unite.

Il caso dovrebbero conoscerlo ormai tutti. Le corti americane hanno chiesto ad Apple di sbloccare il telefono di Syed Farook, autore insieme alla moglie della strage di San Bernardino, un attacco terroristico che ha lasciato sul campo, come sempre, diversi morti.

Apple si è rifiutata categoricamente, affermando che concedere l’accesso ad uno solo dei suoi smartphone sarebbe come, tecnicamente parlando, concederlo per tutti, rispedendo al mittente le richieste della corte.

La polemica ha occupato le riviste specializzate nell’ultimo mese ed è stato anche oggetto di scontro tra i candidati alle elezioni presidenziali statunitensi. In Europa qualcuno si è mosso e parla di multe salatissime per Apple nel caso in cui si rifiuti di collaborare con la giustizia, ma per il momento ancora nulla di ufficiale.

Ora la questione arriva sui banchi delle Nazioni Unite, che si schierano a favore di Apple con un comunicato che farà sicuramente discutere.

Si scoperchia un vaso di Pandora

Secondo le Nazioni Unite infatti dando la possibilità alle autorità di entrare e uscire a piacimento dai dati contenuti negli smartphone, si scoperchierebbe il proverbiale Vaso di Pandora, con conseguenze sulla privacy dei comuni cittadini che non sono facilmente prevedibili.

La questione non è di lana caprina: siamo davanti ad un sistema di crittografia per la quale Apple non ha mai fornito backdoor alle autorità: nel caso in cui il telefono sia protetto da passcode è praticamente impossibile per chiunque accedere ai dati in esso contenuti.

Esisterebbe la possibilità tecnica di annullare la protezione da parte di Apple (anche se non una tantum ed è questo il punto centrale della discussione), ma questo vorrebbe dire creare un precedente pericolosissimo e soprattutto mettere nelle mani degli inquirenti strumenti di invasione della privacy potentissimi, che dopo le costanti intercettazioni da parte dell’ANSA, l’ente di sicurezza del governo federale degli Stati Uniti, non sembra qualcosa di possibile per aziende che hanno sempre badato alla sicurezza dei propri clienti, proprio come Apple.

Staremo a vedere se ci sarà qualche aggiornamento: per ora Apple gode del favore dei precedenti e ora anche delle Nazioni Unite. Tutto lascia pensare che potrebbe spuntarla, e con lei anche noi.

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